“Giorno della Crescita”

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By |Published On: 19/06/2020|Tags: , , , |

La compagnia poi prosegue nel tentativo di risolvere l’indovinello ma accadono alcuni incidenti strani che fanno nascere dubbi che qualcuno li voglia in qualche modo ostacolare. Malak stesso sparisce. Ilwyd durante le sue indagini inizia a sospettare di Serpente gioioso gli parla ma questo reagisce male e fugge. Emmet e Bodlo risolvono il secondo e terzo indovinello e scoprono che lo scrigno col tesoro è vuoto. Nel mentre Ilwyd salva la vita al Cantore che stava per essere spinto giù dalla scogliera da Serpente Goioso che a sua volta precipita. Il Cantore chiede a Ilwyd se deve salvarlo, il futuro druido dice che è una morte che servirà per gli ha malevoli intenti ma il Cantore evoca una silfide d’aria dicendo che serve perdonare invece.

Riunitisi tutti alla piazza per vedere cosa accade Bodlo ed Emmet rivelano che il dono non esiste, Serpente gioioso ripresosi ed in lacrime sentendosi colpevole confessa a Ilwyd che è stato Fuoco Bianco del Paradiso l’artigiano mercante dei Druidi a convincerlo di uccidere il vecchio. Chiedendosi dove sia egli scoprono che la sua barca è già al largo. Malak sopraggiunge con un nano ed un’altra imbarcazione già pronta, la compagnia salta a bordo e aiutati dai venti evocati dal Cantore raggiungono il ladro traditore e lo catturano dopo una dura lotta tra scogli e onde.

Alla sera con una leggera nebbiolina dal mare il dono vien rivelato è il Martello Scarsbane forgiato da Huge in persona, nessuno riesce a sollevarlo tranne Emmet che viene nominato dal Cantore Custode e Portatore del Martello.

La nana si rivela essere Arvia del clan Crombe una fanatica che pare essere una prescelta da Huge per sconfiggere i demoni. Reclama il martello come suo ma il Cantore è chiaro, la legge diceva che solo chi risolveva l’indovinello di Wail poteva brandirlo. Lei allora se la prende con Byrnel e con un pugno lo uccide.

Il Cantore la esilia da Pelagia e la sera si festeggiano gli eroi. Ilwyd viene accettato nell’ordine col nome di “Occhi nel vento”. Un cavaliere Aslene, di nome Lanciadifalco, chiede se può conferire con la nana per motivi personali. Egli è infatti alla ricerca di una donna che ama ma ella scomparve alcuni giorni fa. Faceva parte da tempo di un gruppo di guerrieri Galdene molto religiosi e animosi, bramavano la guerra contro il demone Krysallia ed aveva sentito che si erano alleati con una Principessa nanica mandata da Huge.

Arvia è proprio la nana della storia ma al sentire il nome della donna da lui cercata reagisce con disprezzo che ciò che sa se lo tiene per sé dato che il martello non le è stato donato.

Emmet nel mentre va alla casa di Nuvolabianca e scopre che vuole portargli via il martello. La mezzelfa lo droga e tenta il furto ma invano, l’arma magica non si sposta di un centimetro. La donna perde le sue affascinanti sembianze e mostra la sua vera natura, un uomo scarno e dal volto folle.

Sopraggiungono i compagni che uccidono lo stregone e salvano l’amico. Nessuno saprò mai chi fosse lo stregone ma Emmet è sicuro di averlo sentito blaterare su una vendetta e che il martello gli serviva per quello.