25 Springwane

By |Published On: 29/05/2020|Tags: , , , |

La Locanda “L’aquila canterina” che è gestita da Elean Gary, una donnona robusta e rossa in viso, sincera e grezza come poche. Al mattino tutto sembra tranquillo ma Huneric , un ospite troppo chiacchierone e dagli interessi non proprio altruistici, attira l’attenzione sul gruppo e due sicari di Misela, arrivati il giorno prima anche loro, iniziano a fare domande all’ostessa e intuiscono chi siano i nuovi arrivati a tarda notte. Va detto che i due dormissero in una stanza privata al piano superiore mentre i nostri eroi, non desiderassero altro che un grane fuoco presso cui scaldarsi e asciugare i loro vestiti logori, così restarono a dormire nel salone
Fortuna vuole che Bodlo si fosse alzato di buon mattino per andare alla fucina a riparare alcuni oggetti e comprarne di nuovi. I due sicari non conoscevano il volto di Ilwid o di Gaverin, sapevano che dovevano cercare un nano in viaggio con due uomini di cui uno anziano ed un goblin quindi prima di creare scompiglio hanno iniziato a fare domande e a cercare il resto del gruppo.

Gaverin viene avvisato da Ilwyd che due loschi figuri stanno facendo un po’ troppe domande sul loro conto ma a causa della tensione e dei pericoli sfuggiti solo il giorno prima si fa prendere dal panico e corre da Bodlo.

Il comportamento sospetto e poco consueto è giusto alle orecchie di Eardic il capo villaggio, un uomo molto alto e secco, dallo sguardo penetrante la barba grigia e nera, sempre severo nei modi, ma mai scortese che in breve raduna alcune guardie e si confronta con Bodlo e Gaverin proprio alla bottega. Ilwid e Barshing intanto recuperano i pochi bagagli della compagnia e raggiungono il nano ed il mezzelfo e qui riuniti si scopre che Biancosole conoscere il capo villaggio ma tra i due non scorre buon sangue. Il vecchio druido sembra criticare qualche scelta o vecchio affare ma trova il suo pari in quanto a abilità nel dialogare.

Eardic ordina al gruppo di andarsene in giornata, non può opporsi ai “Furetti” così sono chiamati i sicari di Grindbone, non ha né la forza né la volontà.

Il gruppo così fugge dal villaggio in tutta fretta mentre i “Furetti” vengono trattenuti con l’inganno dal capo villaggio di Stinkham.

Non potendo passare il fiume il gruppo si dirige a nord cercando la vecchia strada e da li raggiungere le sponde del lago Claye nella speranza di trovare un pescatore o un marcante disposto a far loro da traghetto. Gli occhi di Gaverin presto notano che il sole si riflesse su qualcosa di metallino a sud lontano dietro di loro. Temendo siano i due sicari cacciatori di taglie, affrettano il passo. Malauguratamente al pomeriggio dei cacciatori orcheschi tendono loro un agguato, la compagnia ne esce vittoriosa ma Ilwyd rimane menomato ad un piede. Le difficoltà sembrano non finire. Si accampano ai margini del bosco ben al sicuro e in vista del lago.

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