30 Summerrise – Chi di caccia ferisce

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By |Published On: 14/10/2020|Tags: , , , |

L’alba è accompagnata però da una brutta sorpresa, tutte le scorte di cibo sono infestate da insetti e larve. Si decide così di cacciare e Lanciadifalco, Emmet e Ilwyd vanno a procurare cibo. A tarda mattina mentre Bodlo aveva preparato il fuoco e montato la sua cucina da campo, Occhinelvento ed il gigante guerriero fanno ritorno ma di Lanciadifalco non vi è traccia. La compagnia aspetta un paio di ore poi preoccupati Ilwyd esegue un rituale per capire se all’amico è successo qualcosa.

Forte della sua capacità di veggente il druido ottiene un responso di pericolo!

Gli uomini non sono i soli cacciatori ed ora la Lancia-che-cerca è preda della lancia Viola-dipinta che nel profondo va, la dove l’Occhio prende il nome della Rosa ed i canti antichi dei Rubini aprono le porte dimenticate.

Lanciadifalco è stato catturato o inseguito da qualcuno, ma chi.. l’enigma non è chiaro, poi ecco che a qualcuno viene in mente che nella zona ci sono degli orchi del clan Urhur che significa Viola!

Smontando il campo di fretta e furia, trangugiando quel poco che Boldo è riuscito a cucinare la compagnia si mette alla ricerca dell’amico scomparso. Gaverin come un segugio cerca tracce aiutato dal nano e da Emmet e presto ritrovano alcuni segni di passaggio dell’amico poi arrivano ad una radura dove trovano una rete penzolante da un ramo, mezza tagliata e con foglie e rami legati per mimetizzarla.

Una trappola per cinghiali ma dalle tracce è stato Lanciadifalco a finirci in mezzo. Poi sopraggiungono altre tracce, piedi larghi. Forse orchi? Continuano l’inseguimento e al tramonto, sotto una pioggia fine ma insistente, raggiungono un luogo rialzato, protetto da due lati da un costone di roccia. In cima alcuni orchi hanno allestito un campo.

Grazie alle magie di Gaverin ed i Ilwyd gli orchi vengono distratti. Il mago crea un’illusione che ci sia un’ombra nel bosco di modo da far voltare la sentinella e il druido insinua nella mente di un altro orco che alcuni uomini a cavallo stanno arrivano ad attaccarli.

Così gli orchi escono in perlustrazione per capire chi li minaccia e Bodlo ed Emmet, già pronti e nascosti tra le frasche, attaccano questi cacciatori e ne hanno la meglio. Gaverin spaccia una delle due sentinelle al campo, facendolo bruciare vivo ma l’altro fugge. Il druido slega l’amico Lanciadifalco e finalmente, sotto un cielo nuvoloso che non lesina sulla pioggia la compagnia si ritrova.

Dopo un breve giro di perlustrazione e dopo aver recuperato alcuni oggetti ancora utili Ilwyd ha una sensazione strana. Vede ancora l’illusione creata da Gaverin. L’elfo stupido spiega al druido che non c’è più alcuna sua magia in opera. Ilwyd allora chiama a se il potere della Luce e fa brillare come stella scesa in terra il suo bastone e all’improvviso, nel raggio di una ventina di metri tutto diviene illuminato da una forte e chiara sorgente di luce come nemmeno il sole può fare. Un’ombra fugge via e lesto come lampo Lanciadifalco imbraccia la sua lancia e la scaglia contro il fuggitivo con tale forza e precisione che è certo di averlo colpito.

Emmet e Bodlo corrono a vedere ma trovano solo la lancia dell’Aslene conficcata con forza in un tronco d’albero e appeso ad essa, uno strano manto grigioverde, dalla stoffa leggera ma calda. Nessuna traccia di alcun essere vivente.

La compagnia così decide di non attardarsi ulteriormente, il sole è calato e la zona presto pullulerò di orchi. Recuperati i cavalli viaggiano così nella notte fino ad arrivare all’Avamposto Cremisi.

Allestiscono un campo tra le rovine in un luogo asciutto e riparato con Bodlo di guardia ai compagni che riposano.

Il nano non appena albeggia fa una breve esplorazione delle rovine li intorno, stupendamente illuminate di primi raggi di sole. Il suo istinto lo mette in guardia però, qualcuno li osserva, non visto tra le ombre del bosco. Qualcuno o qualcosa è li con loro ma è celato.

30 Summerrise – Chi di caccia ferisce