32 Summerrise – Agguato!

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By |Published On: 26/10/2020|Tags: , , , |

Dopo i prodigi della magia di Ilwyd, la notte scorre in silenzio e Bodlo resta i guardia trovando difficile dormire. Gl erano venite in mente le storie su questi esseri che erano chiamati “Lamentosi”. Orchi e uomini davano loro la caccia da secoli per la carne, già alcuni sostengono che sia curativa o che facci crescere le pietre preziose se le si “incastona” sotto pelle. Ovviamente con atroci dolori per la creatura.

D’un tratto il nano fu scosso dai suoi pensieri da un rumore. la fortuna volle che la sua sagoma tozza fosse nell’ombra più totale, si era spostato controllato un po’ la zona ed ora era completamente al buio e celato alla vista di chicchessia. Fu grazie a questo che vide una ventina di quegli esseri strisciare fuori da alcune rocce, pronti a prendere nel sonno la compagnia.

Bodlo allora balzò fuori, armato e pronto alla battaglia essendo lui già di sentinella, svegliò i compagni e fece battere l’arma sullo scudo come a sfidare le creature in agguato. Presto Emmet lo imitò e tutti agitarono armi e lanciarono maledizioni sui piccoli esseri pallidi.

Forse freschi della sconfitta del mattino o forse capendo che la morte sarebbe giunta nuovamente veloce come l’aurora, si ritirarono. La compagnia tentò di capire da dove fossero usciti ma non lasciarono le tracce evidenti da seguire. Rincuorati dall’alba che stava arrivando e dal coraggio mostrato.
Alla vista delle creature Gabriel si pietrificò dalla paura. Dopo la sua temporanea morte e risveglio non parlò. Divise i suoi averi tra i compagni senza dare spiegazioni, prese per se una spada corta, anche i pochi soldi che ancora possedeva li diede via tra le sicure mani del nano.

Nessuno provò a contraddirlo e dopo di che disse “sono pronto”.

Così Gaverin e compagni scesero nuovamente nel sottosuolo, questa volta molto più cauti e silenziosi. Ilwyd e Bodlo restarono sul corridoio mentre gli altri muovendosi in silenzio esplorarono l’ala orientale del vecchio tempio. Emmet recuperò un vecchio scudo rotto tra i resti di alcuni scheletri e con esso avanzò proteggendosi. Aprirono l’altra porta chiusa e oltre questa si rivelò loro esserci una stanza con alcuni rampicanti, una fessura nel terreno faceva filtrare del sole. In fondo vi era un’altra porta. Gaverin vide una vecchia scaffalatura con pergamene in disfacimento e decise di osservarle mentre Emmet proseguiva e Lanciadifalco restava di guardia.

Uno strano profumo aleggiava nell’aria e sul subito nessuno ci fece più di tanto caso. Emmet riuscì a scastrare l’ennesima porta ma sentì un “clack” e di riflesso alzò lo scudo e sentì un dardo colpirlo. Entrando nella stanza vide una balestra abilmente modificata per essere una sorpresa mortale a chiunque fosse così temerario di arrivare fin li. Iniziava a girarli la testa poi vide un baule ed una botte.
il mezzelfo cominciò a tossire e si voltò, e osservando meglio i fiori riconobbe una pianta velenosa. Avvisò i compagni e uscì raggiungendo Lanciadifalco.
Emmet si caricò in spalla il forziere e copertosi la bocca con un fazzoletto imbevuto d’acqua della sua borraccia si riunì ai compagni. Le gole di tutti e tre erano in fiamme ma vedendo il forziere ritrovarono l’energia per uscire dalle rovine, il tempo era prezioso e sebbene non fossero del tutto silenziosi non furono attaccati da altre creature.

All’aperto e sotto il sole di una splendida giornata estiva tutti tirarono un sospiro di sollievo. Il baule conteneva alcuni oggetti di valore, una statuetta, un cerchietto alcune monete e piccoli monili. Insomma un discreto bottino.

La compagnia carico tutto sui cavalli e ripresero il viaggio verso il Picco d’Ambra.

Dopo un’ora di cavallo sentirono vociare e un richiamo grave rieccheggiava tra gli alberi. Poi capirono.. Orchi! Spronarono le cavalcature senza esagerare essendo ancora nel folto della foresta e ad una tratto sentirono su di loro i versi degli inseguitori, erano ovunque, balzavano e saltellavano tentando di raggiungerli. Due di essi si pararono davanti al sentiero, Ilwyd perse il controllo del suo cavallo che deviò e si stacco dal gruppo. Poi d’improvviso un orco scaglio la lancia verso Gaverin che ne fu trafitto gravemente e stava per cadere da cavallo, Gabriel allora disse qualcosa a Windspit e con uno scatto velocissimo fu al fianco dell’amico e lo caricò sulla propria sella a mo di sacco e spronò sia il suo fedele destriero che l’altro animale restato senza cavaliere il più velocemente possibile lontano dai nemici. Bodlo ed Emmet restati indietro travolsero i due orchi che sbarravano loro la strada e l’intera compagnia corse fuori dalla foresta di gran carriera.

Una volta in salvo e riunitisi, prestarono le prime cure a Gaverin che aveva oramai perso i sensi per la grave ferita. Ilwyd usò nuovamente il suo potere magico per sanare il polmone dell’amico evitando così un secondo lutto al gruppo.

Verso sera finalmente ritornarono al Picco d’Ambra. Crollando sui morbidi letti della Locanda de “La casa di Agur”

32 Summerrise – Agguato!